Prof. Claudio Antonio Caputi

Prof. Claudio Antonio Caputi
Il Prof. Claudio Antonio Caputi  esercita la Medicina del Dolore, branca della specializzazione in anestesia e rianimazione che si occupa di diagnosticare la causa e il meccanismo che genera il dolore e attuare il trattamento terapeutico più specifico (farmacologico, loco-regionale, reflesso terapeutico, chirurgico e altro).
La medicina del dolore è "l'insieme di interventi diagnostici e terapeutici volti ad individuare e applicare alle forme morbose croniche idonee e appropriate terapie farmacologiche, chirurgiche, strumentali, psicologiche e riabilitative, tra loro variamente integrate, allo scopo di elaborare idonei percorsi diagnostico-terapeutici per la soppressione e il controllo del dolore".
Negli ultimi anni, le varie e notevoli acquisizioni e ricerche scientifiche hanno portato a  maggiori conoscenze sul dolore.

L'alta incidenza del dolore nella popolazione (in tutte le sue diverse tipologie e localizzazioni cliniche) con i relativi costi sociali ed economici ha indotto all'approvazione in Italia di una legge specifica, la n.38 del 2010, che obbliga tutti i Sanitari di strutture pubbliche alla periodica valutazione e conseguente terapia del dolore.


Che cos'è il dolore?


È il sintomo attraverso il quale si manifestano la gran parte delle malattie che, nella fase acuta, può anche costituire campanello d'allarme per preservare l'organismo da ulteriori danni.


Quando il dolore diventa cronico, qualsiasi sia la sua origine, non è solo un sintomo, ma una malattia di per sé che compromette seriamente la qualità di vita del paziente e dei suoi familiari e va quindi adeguatamente affrontato.
Il coinvolgimento psicologico è sempre importante e, in alcuni casi, il dolore può anche essere generato dalla mente, in quanto preoccupazioni, ansie e depressione possono “somatizzarsi” in diverse zone del corpo.


Quali sono le forme di dolore più frequenti?


Seconda solo a quella delle cefalee e delle nevralgie della faccia, è l'incidenza del mal di schiena, che richiede un'attenta valutazione diagnostica e terapeutica.
In questi casi un intervento non indicato può spesso comportare cronicizzazione del dolore e talora danni neurologici secondari, aggravando il già elevato costo sociale ed economico che si accompagna alla patologia.

Che cos'è la terapia del dolore e con quali trattamenti si interviene?


Negli ultimi anni, le notevoli e numerose acquisizioni scientifiche hanno permesso di avere nuove e maggiori conoscenze sul dolore, tanto da rendere necessaria una specializzazione. Prima di indicare una terapia, l'impegno principale per il medico del dolore è quello di diagnosticare la causa ed il meccanismo che lo genera.
Quindi l'indicazione del trattamento più efficace avverrà solo dopo un'attenta analisi di sede, tipo, intensità, variabilità nel tempo del dolore integrata da eventuali esami strumentali specifici, il tutto inquadrato nella storia del paziente e con l'osservazione e la valutazione dei suoi comportamenti.
I trattamenti sono molteplici e spesso associati nello stesso paziente: vanno da una corretta impostazione e gestione delle terapie farmacologiche a tecniche loco regionali mirate, consistenti nell'iniettare il farmaco nella sede in cui si origina il dolore. Si arriva a tecniche specifiche complesse, anche invasive, da attuare in sala operatoria.


Curriculum del Prof. A. Claudio Caputi

Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Napoli nel 1972 e specializzato in Anestesia e Rianimazione presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma nel 1975. Dal giugno ’75 Assistente Ordinario presso la Cattedra di Anestesiologia e Rianimazione dell’Università degli Studi di Ancona.

Dal 1986 Professore Associato di Fisiopatologia e Terapia del Dolore nel medesimo Ateneo e dal 1995 Direttore di Medicina del Dolore dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona.
Titolare dell'insegnamento di “Terapia del Dolore“ presso le Scuole di Specializzazione dell'Università Politecnica delle Marche (Anestesia e Rianimazione, Medicina Fisica e Riabilitazione, Chirurgia Vascolare, Chirurgia Plastica) e del Corso di Laurea in Scienze Infermieristiche.
L’attività scientifica è documentata da circa 200 pubblicazioni su riviste e volumi.

Relatore, moderatore e componente del Comitato Scientifico in numerosi Congressi nazionali ed internazionali, docente di corsi ECM nazionali e locali, Presidente ed organizzatore di Congressi nazionali.
Libero professionista dal gennaio 2014.

È membro delle seguenti Società Scientifiche:


  • International Association for the Study of Pain (IASP);

  • Società Italiana Clinici del Dolore (SICD);

  • American Association for the Study of Headache (AASH);

  • Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC) - Vicepresidente della sezione Umbria-Marche-Abruzzo; 

  • Società Italiana di Riflessoterapia, Agopuntura, Auricoloterapia (SIRAA);

  • Consulente  Scientifico  della Rivista “ PATHOS”.


Metodologie diagnostiche e terapeutiche

Il Prof. Caputi si occupa della diagnostica di ogni tipo di patologia dolorosa e relative terapie farmacologiche e/o trattamenti locali o loco-regionali mediante blocchi con anestetici ed antinfiammatori, reflessoterapia in agopuntura, fino a tecniche di chirurgia antalgica.


Principali patologie trattate:


·  Cefalee (emicrania e altro) e nevralgie della faccia (nevralgia del trigemino e altro), trattate con terapie farmacologiche e/o con trattamento iposensibilizzante loco-regionale mediante blocchi anestetici dei nervi epicranici (secondo protocollo originale personale);
  • Lombosciatalgie da ernia discale e da esiti post-chirurgici, resistenti alle terapie farmacologiche trattate mediante blocco epidurale intrasacrale selettivo (secondo la tecnica originale personale).

  •  Dolore cervico-brachiale, lombosciatalgico da radicolopatia;

  • Dolore da patologia vascolare degli arti;

  • Dolore post herpetico ("fuoco di S. Antonio");

  • Dolori da neuropatie periferiche post lesionali dopo traumi o interventi chirurgici;

  • Dolori localizzati o diffusi da neoplasie.

Il Prof. Caputi è disponibile per visite private presso il suo studio.

TRATTAMENTI CON BLOCCHI ANESTETICI- ANTINFIAMMATORI

I trattamenti con blocchi anestetici - antinfiammatori consistono nell’iniezione di anestetico locale, con o senza cortisonici, intorno ai nervi in una regione periferica del corpo (compreso il capo) che conducono il dolore o di cui ne sono la causa (nevralgie del trigemino, nevralgia post herpetica, nevralgia post lesionale dopo interventi o traumi, etc.).

Nei casi di lombosciatalgia e/o cruralgia (anche se causati da ernia del disco), resistenti alle terapie fisiatriche e farmacologiche, si accede a trattamenti più mirati antalgici-antinfiammatori mediante infiltrazione di anestetico più cortisone in prossimità della radice del nervo irritato (blocco intra- sacrale selettivo). Tale trattamento è di solito molto efficace perché direttamente mirato sulla struttura irritata e con il vantaggio della somministrazione di una ridotta dose di farmaco rispetto alle terapie farmacologiche sistemiche, spesso prolungate e non prive di effetti collaterali.

Nei casi di Cefalee primarie o secondarie da “colpo di frusta”o a Fibromialgia, si effettuano cicli di trattamenti mediante blocchi anestetici ipostimolanti dei nervi epicranici (in sede nucale - nervo grande e nervo piccolo occipitale, in sede frontale -nervo sovraorbitario), complementari o alternativi alle terapie farmacologiche, che risultano frequentemente determinanti per una più rapida ed efficace risoluzione del dolore.


Blocco epidurale intrasacrale selettivo

Cefalee


La cefalea è una malattia che si manifesta principalmente come dolore alla testa. Essa è tra le prime venti problematiche sanitarie (secondo l’OMS) in grado di peggiorare sensibilmente la qualità della vita, a causa delle sue caratteristiche invalidanti essa nei casi più gravi può portare ad abuso-dipendenza dai farmaci analgesici e quindi costituisce un problema tale da meritare un approccio diagnostico e terapeutico ben adeguato. Non tutti i mal di testa sono uguali e pertanto nella diagnosi è fondamentale la distinzione tra la forma primitiva del dolore cefalico, che è al contempo sintomo e malattia, dalla cefalea secondaria che riconosce una causa specifica (cervico-artrosi, patologia dei denti e dei seni para-nasali, neoplasie cerebrali, etc.), la cefalea di tipo tensivo è la più diffusa. Riguarda ben oltre la metà di tutti i mal di testa.
La tensione muscolare all’origine del disturbo è attribuibile spesso a fattori psichici per cui il paziente somatizza le ansie derivanti dallo stress del vivere quotidiano.
L’emicrania invece, colpisce circa l’8% degli uomini ed in modo prevalente le donne fino a due-tre volte di più.
Assai più rara, ma molto grave per l’intensità del dolore, è la cefalea a grappolo. Di fronte ai casi di cefalea cronica quotidiana resistente alle terapie farmacologiche si rendono necessari, a complemento per l’interruzione delle crisi, anche trattamenti di tipo non farmacologico (blocchi anestetici nei nervi epicranici, elettro- agopuntura fino a interventi più invasivi di tipo chirurgico).

Che mal di testa hai?

  • Cefalea di tipo tensivo: Il dolore lieve di tipo gravativo, diffuso a tutto il capo, della durata da 30 minuti a 7 giorni, che non si aggrava con l’attività fisica e non modifica o limita parzialmente le comuni attività.
  • Emicrania: Dolore pulsante di intensità moderata-forte, uni-bilaterale della dirata da 4 ore a tre giorni, associato spesso a intolleranza alla luce, rumori, odori, nausea, vomito. Limita o impedisce la comuni attività, si aggrava con l’attività fisica. Il paziente ricerca il riposo al buio.
  • Cefalea a grappolo: Il dolore è trafittivo- lancinante, molto forte, della durata dal 15 a 180 minuti, sempre unilaterale in sede frontale e dentro o intorno all’occhio, accompagnato da lacrimazione e arrossamento congiuntivale ed eventuali altri fenomeni neurovegetativi. La cefalea impedisce ogni attività, ma durante l’attacco spesso il paziente avverte il bisogno di muoversi.
Talora, il mal di testa è preceduto da disturbi visivi (luci tremolanti, linee a zig zag, macchie scure, etc.). Il paziente può riferire anche formicolii ad un braccio, o intorno alle labbra e talora difficoltà di linguaggio. Tali sintomi sono definiti aura emicranica, e cessano entro 1 ora dalla loro comparsa.

Quando il mal di testa può essere un campanello d’allarme?

Se fin ora non hai mai sofferto di mal di testa e improvvisamente cominci a lamentartene. Se ti accorgi che il tuo vecchio mal di testa sta cambiando e il dolore è peggiorato, se noti che la frequenza aumenta sempre di più, se il tuo mal di testa resiste nonostante tu ti sottoponga a tutti i trattamenti consigliati dal tuo medico.

Nevralgie facciali

Le nevralgie si distinguono in essenziali e sintomatiche. Nelle prime non sono dimostrabili lesioni con i mezzi diagnostici mentre in quelle secondarie si ritrova un’affezione diretta del tronco o della radice nervosa. Fra le nevralgie facciali di gran lunga più frequente, è la nevralgia essenziale del trigemino.

Essa insorge generalmente in persone di età fra i 50/70 anni ed è rara sotto i 30/40 anni. Colpisce con maggior frequenza il sesso femminile.
Il dolore è parossistico, improvviso, folgorante e simile a scariche elettriche, dura breve tempo, da pochi secondi a mezzo minuto, ritorna spesso ad intervalli con due- tre attacchi in pochi minuti. Spesso è scatenato dall’atto del mangiare e del parlare o da semplici sfioramenti della cute del viso. Il dolore è confinato nel territorio di innervazione del trigemino a metà faccia e più frequentemente sulle zone mascellari e mandibolari.
Il trattamento medico-farmacologico rappresenta sempre la prima scelta in tutti i pazienti. I farmaci anti-convulsivanti sono i più efficaci. I blocchi con anestetici locali eseguiti sui punti dolorosi e sulle branche periferiche del nervo eliminano spesso il dolore anche per lunghi periodi. Essi pertanto hanno una grande utilità nelle fasi di riacutizzazione, in appoggio la terapia farmacologica. Nei casi più resistenti si arriva a trattamenti più invasivi di tipo chirurgico.

 Una importante forma di nevralgia, seppure meno frequente, è quella post erpetica. Nella nostra pratica quotidiana abbiamo osservato che la terapia farmacologica associata a blocchi anestetici e, talora, anche ad elettroagopuntura, riesce a controllare il dolore nella maggior parte dei casi.

Terapia dell'emicrania

Terapie del mal di schiena

Dichiarazione di conformità alle linee guida emanate dall'Ordine


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